Questa mattina si va in un posto della toscana addirittura citato nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel canto XXXI dell’Inferno!

“… però che, come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona,così la proda che ‘l pozzo circondatorregiavan di mezza la personali orribili giganti, cui minacciaGiove del cielo ancora quando tona»”

Monteriggioni è un borgo toscano della provincia di Siena con tratti fisici un po’ particolari.

Intorno al rilievo di Montemaggio sono presenti delle piccole pianure come Pian del Lago, Pian del Casone e Il Canneto alternate da una serie di piccole valli alternate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.

Il territorio di Monteriggioni è famoso anche perchè è meta di registi che, innamorandosi del territorio che si presta a numerosi generi cinematografici, decidono di girare i loro film.

Oh, ma mica registi scarsi! Si parla infatti di registi del calibro di Neri Parenti, Francesco Nuti, Ridley Scott (Il Gladiatore), Bernardo bertolucci, Mario Monicelli, e tanti altri.

Ma come mai questo piccolo borgo Toscano ha così attratto cotanta cultura?!

Intanto cominciamo a capire il perchè.

Monteriggioni è un borgo medievale. Il castello fu costruito su commissione del Podestà Guelfo da Porcari tra il 1213 e il 1219 che lo commissionò a seguito dell’acquisto del terreno da una famiglia Da Staggia (longobarda).

Il nome Monteriggioni si pensa derivi dal latino Montis Regi che indicava un fondo di proprietà regale e quindi che godeva delle esenzioni fiscali.

La costruzione, in origine, serviva a sorvegliare e proteggere la via Frangicena da tutti gli ingressi provenienti dalla Val D’Elsa e dello Staggia dalla direzione di Firenze, storica rivale della Repubblica Senese.

Il castello fu costruito ex novo e per la Repubblica di Siena fu una novità, visto che era la prima volta che veniva fortificato un castello di nuova costruzione. La forma circolare fu ottenuta semplicemente seguendo l’andamento della collina.

Non sappiamo se al castello era stato costruito un ponte levatoio, ma sappiamo per certo che c’erano le serracinesche, porte di un grande spessore di legno ricoperte di ferro che venivano azionate da delle grandi carrucole.

Sulla porta San Giovanni si possono ancora notare i segni del “rivellino”, che era una struttura difensiva di forma rettangolare che veniva posta davanti alla porta ed aveva o un ponte levatoio o una porta per poter accedere al castello. Inoltre, visto che gli sembrava di essere poco protetti, intorno al castello erano stati scavati dei canali riempiti con carbone (le carbonaie).

In caso di attacco, dal castello venivano incendiate in modo da poter debellare l’eventuale attacco.

Nel 1244 i Fiorentini, grandi rivali storici dei Senesi, saputo della costruzione del Castello di Monteriggioni dissero: ”Bada bellino i’ Castello di Monteriggioni! Quasi quasi lo si conquista!” e cominciò così una battaglia.

I Guelfi Fiorentini, espulsi da Firenze, entrarono a Monteriggioni, ma i Ghibellini in combutta con i Senesi li catturarono e li uccisero.

I Guelfi, però gli’eran duri come le pine verdi e nel 1254 rientrarono a Firenze. Una delle prime cose che fecero, misero sotto assedio il borgo di Monteriggioni che resistette fino a che la guarnigione tedesca che si fece corrompere e consegnò il fortilizio.

Nel 1269 dopo la Battaglia del Colle, ricordata da Dante nel canto XIII del Purgatorio, i senesi sconfitti si rifugiarono nel castello di Monteriggioni che, nonostante l’assedio dei Fiorentini, riuscì ad offrirgli protezione.

In seguito alla Peste (1348-1349) i Senesi decisero di far risiedere a Monteriggioni un capitano con alcuni fanti per proteggere la popolazione dai malfattori che imperversavano nella zona.

Nel 1380 gli abitanti di Monteriggioni furono considerati cittadini Senesi.

Nel 1383 un gruppo di esuli Senesi si impadronì del castello ma durarono molto poco……

Tra il 1400 e il 1500 le mura furono interrate per resistere meglio all’artiglieria. Così facendo si resero inutili le carbonaie.

Nel 1526 i Fiorentini assediarono Monteriggioni con 2000 fanti e 500 cavalieri che bombardarono le mura con l’artiglieria. Il castello riuscì a resistere e il 25 Luglio dello stesso anno , nella battaglia di Camomilla, i senesi sconfissero l’esercito pontificio alleato dei fiorentini, quindi venne interrotto l’assedio.

Il 27 Aprile 1554 Monteriggioni viene ceduto a tradimento dal capitano Bernardino Zeti al Marchese di Marignano che nel 1555 sconfisse definitivamente la Repubblica di Siena. Questo episodio è considerato la fine dell’epoca comunale in Italia.

Cosimo Primo Dei Medici impose la sua signoria sul territorio e gli abitanti di Monteriggioni vennero portati schiavi a Firenze.

Monteriggioni fu poi ceduta dai Medici alla famiglia Golia di Siena che a loro volta lo cedettero ai Batta. Fu poi incluso nel ducato di Gian Galeazzo Visconti, poi ai Fabbroni, ai Daddi e nel 1704 agli Accingi, che passarono il vitalizio alla famiglia Griccioli che tutt’ora mantiene possedimenti nel castello e nelle campagne circostanti.

Monteriggioni è ultimamente stata inserita all’interno del percorso della via Francigena dal Consiglio D’Europa e quindi fa parte degli Itinerari Culturali con tappa numero 32.

A questo punto non ci rimane che andare a vedere come son fatte le vecchie mura e tutto quello che sono le bellezze di Monteriggioni.

Nel territorio di Monteriggioni si trovano numerosi centri di importanza storico-artistica; da ricordare:

Architetture civili

Casa Giubileo sul Montemaggio

Casa Giubileo sorge sul luogo in cui il 28 marzo del 1944 avvenne l’eccidio di Montemaggio durante il quale furono uccisi diciannove giovani partigiani.

Architetture militari

Mura

Dal 2005 è possibile percorrere due tratti degli antichi camminamenti di ronda sulle mura, dai quali si godono stupendi panorami sul Chianti e sulla Montagnola Senese.

La torre della bonifica

La pianura ai piedi di Monteriggioni era occupata da una palude, ai margini della quale si fronteggiavano Monteriggioni e l’antica Abbadia a Isola, che dipendeva dal vescovo di Volterra. Quando i monaci dell’Abbazia cominciarono la bonifica idraulica della palude scavando una galleria per far defluire le acque, i senesi la riempivano nottetempo perché la palude era una protezione naturale contro gli eserciti nemici. La questione andò avanti per molto tempo, finché nel 1246 si giunse a un compromesso: i monaci ultimarono la galleria, e i senesi conservarono una consistente area a ridosso del castello. Ancora oggi, nella pianura bonificata, emerge una vecchia torre, situata proprio sopra la galleria sotterranea: serviva da sfiatatoio e da ingresso per la manutenzione della galleria, che oggi non è più percorribile, perché intasata da detriti.[9]

Altro

Aree naturali

Parco turistico sulla via Francigena

Percorso lungo la via Francigena con pannelli di spiegazione della flora e della fauna locale, della storia e delle leggende.

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