Un pò di storia
Impruneta è un comune toscano della città metropolitana di Firenze di origine Etrusca e il suo nome signigica “all’interno della pineta”.
Celebre per la terracotta, il famoso Cotto Dell’Impruneta, per la tradizionale Fiera di San Luca e per la Festa dell’Uva.
E’ un comune che racchiude dodici Borghi raccolti in alcuni colli in prossimità della periferia del comune fiorentino, in antichità chiamato “contado”.
Con il termine contado, in Toscana, si intende l’immediata periferia adibita a lavorazioni della terra per l’attività contadina.
L’Impruneta viene bagnato dal fiume Greve che percorre tutta la valle che ne eredita il nome: Valdigreve.
Il comune dista circa 10 Km da Firenze.
Nell’800 Guido Carocci, grande osservatore della Toscana, scriveva che l’Impruneta è come “una terra ampia, popolata, elegante” circondata da “una catena di poggi pittoreschi popolati di villaggi, di case e di signorili dimore”.
Agli inizi del 1415 aveva già il suo statuto ed era governata dal Podestà e da un consiglio di 11 membri.
Successivamente divenne Potesteria del Galluzzo e nel 1536 venne suddivisa da Alessandro dè Medici con un’ordinanza in quattro quartieri: Legnaia, Santa Margherita a Montici, Giogoli e Santa Maria dell’Impruneta.
Dal Gennaio 1929, a seguito dell’annessione al Comune di Galluzzo, l’Impruneta è diventato Comune Autonomo.
Nel tempo il comune dell’Impruneta ha sempre avuto un legame fondamentale con Firenze.
In primis era la residenza di campagna dei nobili fiorentini come i casati di Antinori, Gherardini, Ricci, Rossi e Corsini. In seguito divenne luogo di villeggiatura dei cittadini fiorentini.
Ad oggi il comune risulta residenza anche permanente di tante famiglie che godono del territorio tutto l’anno.
La Civiltà del Cotto
Nel comune c’è una presenza capillare di attività agrituristiche, locali per l’enogastronomia, fattorie e fornaci per la produzione del Cotto dell’Impruneta.
Proprio per il facile collegamento con Firenze, l’Impruneta ha sviluppato nel tempo l’arte del cotto che oggi è diventata una delle peculiarità del comune.
All’interno delle imprese residenti si trovano modelli conviventi di produzioni tecnologicamente avanzati e antichi metodi di lavorazione.
La Civiltà del Cotto è fortemente legata alla tradizione territoriale ed è sempre stata legata con il territorio circostante, soprattutto quello fiorentino.
Gli embrici della cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi, i materiali da costruzione di varie ville Medicee, tanti palazzi signorili e le sculture dei Della Robbia sono un esempio importante del legame ulturale tra il comune e la città.
Il Culto Mariano all’Impruneta
Il culto mariano, ossia il culto della Madonna, sotto la protezione dei Buondelmonti, risiedente nel castello di Montebuoni sulla val di Greve, spingeva la popolazione alla mobilitazione ed esercitò il dominio sul territorio e il protettorato sulla Pieve anche dopo la sua urbanizzazione, seguito dalla distruzione del castello da parte dell’esercito fiorentino nel 1135.
Il legame tra l’Impruneta con la città di Firenze
Citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, l’antica famiglia viene richiamata nei noti avvenimenti storici che divisero Firenze nelle due fazioni dei Guelfi e Ghibellini.
Per cinque secoli le vicende dell’Impruneta si legarono a quelli di Firenze con la morte di Buondelmonte e le vicende di personaggi come i Pievani Stefano e Andrea, poi Arcivescovo di Firenze.
Le folle di viandanti e mercanti che percorrevano la strada che prosegue per il Valdarno e la Maremma, sostarono nel paese favorendo la nascita di un importante fiera del bestiame.
In seguito divenne anche luogo di scambio di altre merci fino ad assumere la forma di una fiera vera e propria che si ripeteva ogni anno.
La fama della Fiera crebbe nel tempo fino a richiamare folle di persone provenienti dai territori circostanti sia per il mercato e sia per i pellegrinaggi legati al culto della Madonna.
In seguito la necessità di valorizzare i prodotti agricoli locali e, soprattutto, il vino portò alla nascita della Festa dell’Uva.
Nel 1926 i principali proprietari delle aziende agricole locali e fattorie sostennero l’allestimento di carri allegorici rappresentanti la vita agreste.
In un clima politico e sociale che celebrava i momenti di svago e di lavoro, la Festa dell’Uva ben presto assunse importanza e notorietà fino a coinvolgere tutto il paese suddiviso in 4 rioni.
I carri allegorici vengono tutt’oggi ideati e costruiti dai rioni con tecniche sempre più moderne ed è divenuta una festa paesana.
La Festa dell’Uva
La Festa dell’Uva dell’Impruneta è stata istituita nel 1926 e richiama spettatori da tutta la Toscana.
Si svolge l’ultima Domenica del mese di Settembre.
Il comune è suddiviso in quattro rioni, Fornaci, Sante Marie, S. Antonio e Pallò.
I quattro rioni si sfidano presentando i carri allegorici costruiti durante tutto il mese di Settembre raffiguranti la vendemmia, l’uva e il vino.
Molto alto è il numero dei figuranti che accompagnano con le coreografie il percorso dei carri, e altrettanto numerosi sono coloro che lavorano dietro le quinte; oltre ai costruttori dei carri ci sono artigiani che disegnano e realizzano i numerosi costumi.
La realizzazione di tutta la parte scenica viene effettuata nel mese di settembre, ed i rionali si ritrovano tutte le sere per lavorare e a cena si ritrovano “al carro” dove mangiano, bevono vino e cantano le canzoni rionali.
La Fiera di San Luca a Impruneta
La Fiera di San Luca è una delle fiere più antiche d’Europa.
La Fiera si svolge il 18 Ottobre perchè è il giorno del santo Patrono di Impruneta, ossia San Luca evangelista. Questa fiera fu documentata per la prima volta in un editto emanato da Alessandro Marzi Medici Arcivescovo di Firenze per la disciplina di fiere e mercati.
Le origini risalgono al mille quando i pastori rientrando dalla transumanza dall’Appennino alla Maremma si fermavano all’Impruneta per trattare i capi di bestiame con i mercanti.
I pastori e i mercanti si incontravano con consuetudine per scambiarsi le merci anche derivate dai propri animali quali i formaggi, il latte e la lana che poi facevano anche pellegrinaggio al santuario.
Gli Imprunetini accoglievano i pastori transumanti e vendevano o scambiavano i loro prodotti come le scarpe, vestiti, utensili e vasi di quella terracotta che sarebbe diventata famosa in tutto il mondo.
L’importanza della fiera crebbe nel tempo fino a richiamare dalle città dei dintorni non solo mercanti e pellegrini come testimoniano l’opera dipinta di Filippo Napoletano del 1618 della Galleria Palatina di Firenze e l’incisione del francese Jaques Callot esposta alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
L’incisione di Jaques Callot, che visse a Impruneta per 9 anni sotto la protezione di Cristina di Lorena tra il 1612 e il 1621, risale al 1620 e raffigura la fiera di San Luca con ben 1100 personaggi.
Ad oggi risulta essere una delle più belle ed importanti testimonianze dell’Impruneta e della sua fiera nella storia.
Nel corso del tempo la Fiera ha subito mutazioni e ad oggi offre occasioni di incontri, eventi culturali e di spettacoli d’intrattenimento.
Accanto alla rievocazione agricola, ad oggi viene installato un Luna Park per i più piccoli, manifestazioni sportive e culturali, sempre affiancati da iniziative commerciali di prodotti tipici, oltre a gare, esibizioni, mostre e il grande spettacolo pirotecnico finale.
Il Festival 7 Sois 7 Luas a Impruneta
La rappresentativa si svolge in occasione del solstizio d’estate ed è una rete culturale di 30 città di 13 Paesi.
I paesi coinvolti sono il Brasile, Capo Verde, Croazia, Francia, Grecia, Israele, Italia, Marocco, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Tunisia.
E’ una manifestazione che privilegia le relazioni vive tra i piccoli centri e gli artisti. Un viaggio nel mediterraneo e nel mondo popolare fatto d’incontri.
E’ una manifestazione che non privilegia le piazze o i monumenti, ma le persone.
Buongiorno Ceramica a Impruneta
La manifestazione si svolge il primo week end di giugno.
E’ una tre giorni alla scoperta della ceramica artistica e artigianale italiane, tra le tradizioni più antiche e nuove sensibilità.
Qualche fornace del posto organizza laboratori per grandi e piccini alla scoperta della lavorazione della terra cotta.
In questa occasione abbiamo avuto il piacere di partecipare ad un incontro presso la Fornace “Poggi Ugo” che ha organizzato con i suoi titolari e collaboratori un laboratorio di ceramiche per bambini e una visita guidata per gli adulti.
I piccoli si sono cimentati nell’arte della ceramica producendo delle proprie creazioni a piacere sotto l’occhio vigile degli addetti al settore che hanno provveduto a spiegare in termini semplici e comprensibili i vari stadi di lavorazione e alcune tecniche basilari ai bambini.
In seguito i bambini hanno sprigionato tutta la loro fantasie e creatività mettendo in pratica le indicazioni apprese.
Una volta eseguite le creazioni il personale ha provveduto a “infornarle” e sono divenute delle piccole opere d’arte uniche che i bambini hanno potuto tenere come un ricordo di un’esperienza eccezionale.
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